Prematuri & TIN

 

"La nascita di un bambino prematuro è uno shock."
"Tutto il lavoro che viene fatto per la gravidanza, per prepararsi al parto e per accogliere adeguatamente il neonato viene interrotto bruscamente.
Sia un bambino prematuro sia i suoi genitori devono affrontare molti adeguamenti alla nuova e inaspettata realtà."
Berry Brazelton “Il bambino da 0 a 3 anni”.

Prematurità, cause


Le cause di un parto pretermine possono essere numerose, ma anche talvolta ignote (50% dei casi). Nella maggior parte dei casi il parto pretermine avviene spontaneamente.
Ci sono diversi fattori di rischio, in alcuni casi collegati fra loro, che gli esperti hanno identificato e che possono essere causa di un possibile parto pretermine.

Alcuni fattori di rischio sono modificabili, per questo prevenire i rischi e le complicazioni in una gravidanza è molto importante. La prevenzione è fondamentale. Elenchiamo alcune delle cause e fattori di rischio di parto pretermine.

Condizioni mediche
- Precedente parto pretermine;
- Gravidanza multipla;
- Tecniche di riproduzione assistita;
- Anomalie uterine o della cervice;
- Infezioni;
- Condizioni croniche (ad esempio diabete, ipertensione, asma o malattie renali e disturbi cardiaci);
- Complicanze della gravidanza (ad esempio diabete gestazionale e la preeclampsia);
- Genetica.

Fattori di rischio modificabili
- Dieta squilibrata, sottopeso o sovrappeso (obesità);
- Fumo, consumo di alcol o droghe;
- Stress;
- Esposizione ad inquinamento ambientali;
- Assistenza sanitaria, gravidanza non seguita o seguita tardivamente (potrebbe ritardare o inibire le necessarie cure e le misure terapeutiche nella fase iniziale).

Fattori demografici
- Età materna, le donne molto giovani giovani (<17) o più anziane (> 35) sono a più alto rischio di parto pretermine.
- Condizioni socioeconomiche (basso livello di sitruzione, basso reddito e scarso sostegno sociale).
Possono inoltre esserci cause accidentali legate a traumi, cadute ed altri eventi traumatici non prevedibili.
Attenzione ai sintomi anomali
Anche in una gravidanza seguita correttamente possono verificarsi sintomi che possono essere il segnale di una complicanza della gravidanza. Questi sintomi non devono essere sottovalutati ed è il caso di consultare il medico se dovessero verificarsi.

In particolare:
- Gonfiore a mani, piedi e altre parti del corpo (edema);
- Pressione alta;
- Forte mal di testa;
- Forte bruciore di stomaco;
- Nausea e/o vomito improvvisi;
- Forte dolore addominale, o forte mal di stomaco;
- Sensibilità alla luce, visione offuscata, visione di macchie o luci lampeggianti;
- Difficoltà a respirare.

Questi potrebbero essere alcuni dei sintomi di una Pre-eclampsia (gestosi).
Una delle complicanze, o una variante della Pre-eclampsia è la Sindrome di “HELLP”.

- Febbre.
La febbre alta potrebbe essere sintomo di infezione.

Il neonato pretermine


“Nel mondo un bambino su 10 nasce prematuro.”
In Italia circa 32.000 neonati ogni anno sono pretermine, il 7% dei nati. Sono bambini che nascono prima della 37a settimana di gestazione (Dati Cedap 2016).

“Questi bambini hanno necessità, fin dai primi istanti di vita, di ricevere cure intensive rappresentano una grande sfida per la neonatologia e per la società, perché la prematurità è una malattia spesso grave e la sopravvivenza è un successo che non si deve dare per scontato. Sono bambini che nascono immaturi nei vari organi (polmoni, cervello, intestino, cuore), tanto più gravi quanto più il parto avviene in anticipo.
"Fonte Ministero della salute-SIN”


“Il 7% delle gravidanze non raggiunge il normale termine di gestazione e quando il neonato è pretermine o il suo peso è molto basso, può presentare difficoltà nelle sue funzioni vitali.
A fronte degli indubbi progressi fatti e dei successi ottenuti nell'area materno-infantile, la prevalenza delle nascite pretermine non mostra alcuna tendenza alla riduzione nel tempo, anche per l’insorgenza di condizioni materne e gravidiche nuove come ad esempio la fecondità delle donne in età più avanzata o l’utilizzo dei percorsi della procreazione medicalmente assistita dove il 50% dà origine a gravidanze gemellari, fattore di elevato rischio di parto pretermine.

Vi sono vari gradi di prematurità che possono comportare forti ripercussioni sulla salute del bambino. In questi ultimi anni la ricerca e la disponibilità di nuove tecnologie estremamente sofisticate, hanno permesso di raggiungere obiettivi impensabili fino a pochi anni fa, migliorando notevolmente la sopravvivenza di neonati considerati al limite della vitalità. E’ necessario considerare comunque che una nascita pretermine comporta un adattamento alla vita extrauterina di un bambino che non possiede le competenze di maturazione per sopravvivere autonomamente.

I numerosi fattori di rischio presenti in un ambiente decisamente ostile, qual è quello fortemente medicalizzato delle terapie intensive, influenzano in modo determinante sia le condizioni del neonato in fase acuta, che le prospettive evolutive dell’intero organismo del bambino. In particolare gli ultimi studi rivelano quanto le stimolazioni visive, uditive, tattili, dolorifiche, cui il neonato pretermine è generalmente sottoposto, sconosciute nella loro qualità ed intensità al feto, sono considerati come un fattore di alto rischio nel normale processo di maturazione delle funzioni cerebrali.

La conseguenza più evidente dell’aumentata sopravvivenza è la selezione di bambini a rischio per tutta una serie di condizioni patologiche, in particolare di tipo neurologico-sensoriale, correlate alla nascita pretermine di per sé, oltre che alle patologie sovrapposte e alle terapie praticate in particolar modo per i neonati gravemente pretermine.

Recenti studi di follow up mettono quindi in evidenza come la prematurità influenzi in modo determinante il processo di crescita dei bambini e come il trauma psicologico dei genitori alteri profondamente lo sviluppo delle funzioni genitoriali, minacciando lo sviluppo dell’iterazione genitori-figli, all’interno della quale si costituiranno le basi della personalità e delle relazioni affettive del bambino. Da qui la necessità di un accudimento continuo da parte del genitore, all’interno dei reparti di terapia intensiva neonatale, affinchè possa sentirsi parte integrante per la cura del proprio bambino. “Fonte: Vivere Onlus"

Ma in Terapia Intensiva Neonatale vengono ricoverati anche neonati che nascono con gravi patologie e che hanno bisogno, fin dai primi istanti di vita, di cure intensive per poter vivere.

TIN

Terapia Intensiva Neonatale
Cos’è la Terapia Intensiva Neonatale (TIN)?
La risposta sarà diversa a seconda della persona alla quale lo chiederete. Per un operatore è un reparto dove si curano neonati ad alta complessità, prematuri o nati al termine della gravidanza. Sono neonati che hanno necessità di cure intensive per poter vivere perché i loro organi sono immaturi e non sono pronti ad affrontare la vita fuori dall’utero materno.

E’ un reparto dotato di macchinari tecnologici nel quale lavora uno staff specializzato del quale fanno parte, oltre al neonatologo che svolge il ruolo di coordinatore, anche altri professionisti come ad esempio il neuropsichiatra, il cardiologo, il fisioterapista, lo psicologo, il logopedista, l’oculista ed altri.
Non tutti gli ospedali sono dotati di un reparto di Terapia Intensiva Neonatale.

Se lo chiedi ad un padre che per primo entra in TIN, in attesa che anche la mamma possa andare dal suo bambino, la TIN è qualcosa che capirà dopo qualche giorno. Suoni, luci, regole, consensi da firmare. Lacrime, emozione, sbigottimento, paura. Difficile da raccontare alla mamma. Ma è anche e soprattutto l’emozione della prima volta. La prima volta che vede il proprio figlio, e che non dimenticherà mai.

Se lo chiedi alla mamma, spesso la prima risposta è “un’astronave”. Un luogo sconosciuto, che intimorisce, che stupisce. Non è quello che immaginava per il proprio bambino.
Anche per lei luci, suoni, monitor che segnano numeri incomprensibili, linguaggio difficile, ma che dopo solo pochi giorni diventerà familiare. Come tutte quelle persone che ci lavorano diventeranno parte di una strana famiglia allargata e ne faranno parte per sempre. Ansia, paura, speranza, felicità. Queste sono le definizioni di TIN che i genitori danno più spesso.

Anche se il reparto è ad alta tecnologia ed il personale è specializzato è importante cercare di ricreare un ambiente il più possibile simile a quello intrauterino. Ci deve essere una attenzione particolare alle luci, ai suoni, alla posizione del bambino creando un nido che gli dia confini. Ma soprattutto il reparto deve essere accessibile ai genitori H24 perché i genitori sono fondamentali nella cura del proprio bambino. Sono parte integrante ed insostituibile della squadra della TIN.

La presenza dei genitori che si prendono cura del loro bambino promuove e stimola le sue competenze e il suo sviluppo neuro-comportamentale. Il pelle a pelle o la Kangaroo sono momenti fondamentali per iniziare a promuovere l’allattamento al seno.
Le cure individualizzate centrate sulla famiglia, il coinvolgimento attivo dei genitori nella cura dei propri bambini, sono estremamente importanti anche e soprattutto in quella “astronave” che è la TIN.
Parole difficili:
La Società Italiana di Neonatologia ha preparato un piccolo dizionario di Neonatologia per i genitori. Spiegano il significato di molte delle parole nuove che sentiamo in TIN per la priva volta.
Clicca qui

Dopo la dimissione


Follow-up
Dalla “Carta dei Diritti del Bambino Nato Prematuro”

Art. 8
Il neonato prematuro ha diritto alla continuità delle cure post-ricovero, perseguita attraverso un piano di assistenza personale esplicitato e condiviso con i genitori, che coinvolga le competenze sul territorio e che, in particolare, preveda, dopo la dimissione, l’attuazione nel tempo di un appropriato follow-up multidisciplinare, coordinato dall’équipe che lo ha accolto e curato alla nascita e/o che lo sta seguendo.

Il percorso di crescita del bambino nato prematuro deve essere monitorato anche dopo la dimissione. E’ quindi fondamentale garantire ad ogni bambino prematuro il diritto al follow-up.

E’ un percorso che incide profondamente e migliora le sue prospettive di vita e dovrebbe arrivare almeno fino all’età scolare. La multidisciplinarietà del Follow-up è molto importante. In genere il team è composto da un neonatologo, un infermiere, un neuropsichiatra infantile, un fisioterapista e uno psicologo. Fondamentale è il contatto con il pediatra di famiglia.

Le visite di follow-up sono programmate nel tempo per osservare il bambino, seguirne la crescita e lo sviluppo e monitorare problematiche che possono essere insorte durante la degenza.

In genere sono effettuate nell'Ospedale dove è nato il bambino da un team multidisciplinare con l’obiettivo di valutare lo sviluppo neurologico, visivo, uditivo, psico-fisico, la nutrizione, la crescita, le capacità comunicative e linguistiche ecc…

La cura personalizzata del neonato e della sua famiglia continua

“Non tutto finisce alla dimissione: la crescita della famiglia richiede un accompagnamento anche al di fuori dell’ospedale. Fondamentale quindi il coinvolgimento del pediatra “esterno” cui, gradualmente, sarà delegato il compito assistenziale: si tratta di stabilire una connessione fra ospedale e territorio in modo che i genitori non si sentano improvvisamente abbandonati. …

…Il significato dell’accompagnamento e della cura personalizzata del neonato e della sua famiglia, pur cambiando le modalità, rimane saldo nei suoi principi. “

Fonte: “Con ragione e sentimento” – Le cure neonatali a sostegno dello sviluppo. A cura di Grazia Colombo, Valeria Chiandotto e Paola Cavicchioli.

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